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Il Chronomat occupa un posto speciale nella storia di Breitling. Presentato nel 1984, quando i segnatempo ultrasottili al quarzo andavano per la maggiore, Breitling ha voluto osare scommettendo su un orologio meccanico dalle dimensioni importanti, che si è rivelato vincente ed è diventato un’icona della sua epoca. Quasi 40 anni dopo, il Chronomat rivisitato si rivolge alla generazione di oggi, a uomini e donne di stile, determinazione e azione.
Il nuovo Breitling Chronomat è davvero un orologio polivalente, nella vita quotidiana, in spiaggia, sul red carpet. Le sue caratteristiche ricordano il primissimo, omonimo modello degli anni ’80 e lo rendono immediatamente riconoscibile. L’accattivante bracciale Rouleaux con chiusura a farfalla esprime perfettamente lo stile modern-retrò di Breitling, così come la caratteristica lunetta girevole con cavalieri. Il nuovo Chronomat celebra un momento importante della storia di Breitling, e nel contempo offre una visione chiara per il futuro.
Quando fu lanciato nel 1984, il Breitling Chronomat segnò un gradito ritorno agli orologi meccanici svizzeri, che erano quasi scomparsi negli anni ’70, epoca in cui gli orologi al quarzo avevano dominato il mercato orologiero. Ispirandosi all’orologio realizzato insieme alla celebre pattuglia militare italiana delle Frecce Tricolori, sviluppato e lanciato nel 1983, il Chronomat celebrava in grande stile il centenario di Breitling e segnava il ritorno del cronografo meccanico su cui la marca aveva costruito la sua fama mondiale.
Il CEO di Breitling Georges Kern dichiara: «Il Chronomat lanciato nel 1984 riveste un ruolo molto importante per la nostra storia moderna. Questo orologio ha affermato con coraggio che Breitling sarebbe rimasta assolutamente fedele alle sue origini. Mentre la maggior parte del settore concentrava i suoi sforzi e le energie sugli orologi al quarzo, il Chronomat ricordò al mondo che Breitling aveva sostanzialmente inventato il moderno cronografo meccanico. Il messaggio ha avuto una forte risonanza e la marca ha prosperato. La collezione Chronomat è un doveroso omaggio all’incredibile orologio che, più di ogni altro, ci ha rimesso in contatto con la nostra eredità storica.
Scoprite la collezione Chronomat: i dettagli del design iconico e un posto nella storia dell’orologeria
La collezione Chronomat presenta una nuova generazione di orologi, arricchendo l’originaria che già aveva messo in evidenza la scelta coraggiosa di Breitling di essere produttore di grandi cronografi meccanici. Ogni Chronomat si contraddistingue per caratteristiche che lo rendono immediatamente riconoscibile:
- La peculiare lunetta girevole esaltata dai cavalieri, che non solo proteggono il vetro, ma ne facilitano la manipolazione
- I cavalieri a ore 3 e ore 9, fedeli all’originale, sono intercambiabili, in modo che chi indossa l’orologio li può usare sia per le funzioni di conteggio che di conto alla rovescia
- Il bracciale integrato Rouleaux in acciaio, decisamente riconoscibile con chiusura a farfalla
Ogni cronografo della nuova collezione è azionato dal Calibro di manifattura Breitling 01, un movimento meccanico in grado di fornire una notevole riserva di carica di circa 70 ore.
Le lancette di tutti i Chronomat B01 42 sono rivestite di Super-LumiNova®, un materiale luminescente che migliora la leggibilità in qualsiasi condizione di illuminazione. Tutti i modelli, tranne il Chronomat Frecce Tricolori Limited Edition, sono dotati di una lancetta dei secondi cronografici rossa, che ne risalta la leggibilità.
Come tutti gli orologi Breitling, i Chronomat sono cronometri certificati COSC, una conferma della loro precisione da parte di un ente indipendente. Tutti i modelli sono impermeabili fino a 20 bar (200 metri).
Il vostro Chronomat perfetto è arrivato
Gli orologi della collezione Chronomat sono disponibili in una gamma di diverse opzioni di metallo e quadrante, al fine che possiate trovare il modello perfetto per il vostro polso, che lo indossiate in spiaggia, al lavoro o a una cerimonia.
Una delle versioni del Chronomat B01 42 sfoggia una cassa in acciaio inossidabile da 42 millimetri con quadrante di colore argento, rame o blu e contatori cronografici neri a contrasto. È disponibile anche con quadrante nero e contatori cronografici argento a contrasto. Ogni modello monta un bracciale Rouleaux in acciaio inossidabile con chiusura a farfalla.
Il Chronomat Bentley celebra la collaborazione di Breitling con la grande marca britannica di automobili di lusso. È dotato di una cassa da 42 millimetri in acciaio inossidabile e un quadrante verde con contatori cronografici neri a contrasto. Questo orologio, corredato da un bracciale Rouleaux in acciaio inossidabile con chiusura a farfalla, riporta l’iscrizione «BENTLEY» tutto attorno al fondocassa trasparente in vetro zaffiro.
È stato l’orologio Frecce Tricolori di Breitling del 1983 a ispirare il Chronomat presentato l’anno successivo per celebrare il centenario del marchio. Il nuovo Chronomat Frecce Tricolori Limited Edition sfoggia un quadrante blu con contatori tono su tono e il logo delle Frecce Tricolori sul quadrante, posizionato dove solitamente si trova il logo Breitling. Questo splendido omaggio alla grande pattuglia acrobatica aerea italiana è realizzato in un’edizione limitata di 250 esemplari, e il suo fondocassa riporta l’incisione «ONE OF 250». Come il resto della collezione, monta un bracciale Rouleaux in acciaio inossidabile con chiusura a farfalla.
Gli appassionati del Chronomat che desiderano un tocco di lusso in più saranno affascinati dal Chronomat B01 42 con corona e pulsanti in oro rosso 18 carati e lunetta con cavalieri, indici e numeri in oro rosso 18 carati. Questo straordinario modello presenta un quadrante argento con contatori argento tono su tono e una cassa da 42 millimetri in acciaio inossidabile ed è corredato da un bracciale Rouleaux in acciaio inossidabile con chiusura a farfalla.
Un altro sorprendente Chronomat bicolore sfoggia un elegante quadrante blu con contatori cronografici tono su tono o un quadrante antracite con contatori cronografici neri a contrasto. È messo in risalto da una lunetta girevole unidirezionale con arresto in oro rosso 18 carati e dalla corona e dai pulsanti in oro rosso 18 carati. Questo modello monta un bracciale Rouleaux in acciaio inossidabile e oro rosso 18 carati con chiusura a farfalla.
Infine, per chi vuole dare un tocco di lusso alla sportività, è disponibile anche il Chronomat B01 42 con cassa in oro rosso 18 carati montata su un cinturino in caucciù nero con una fibbia deployante in oro rosso 18 carati. Presenta inoltre un quadrante antracite con contatori cronografici neri a contrasto.
Breitling
Dal 1884 Breitling si è affermato come marchio pioniere
di fama internazionale per i suoi orologi d’alta precisione,
per lo sviluppo del cronografo da polso e per
l’impegno incondizionato nsel rispettare i propri valori
di design. Grazie alla sua storica collaborazione con
l’aviazione, Breitling ha condiviso i momenti migliori
della conquista dei cieli da parte dell’umanità. Noto
per il suo spirito innovativo, ha conquistato un posto
d’onore anche nel campo della scienza, dello sport e
della tecnologia. Breitling produce i propri movimenti
all’interno dei suoi laboratori e la qualità di ogni orologio
è confermata dallo stato di cronometro certificato
COSC, made in Switzerland.
MARIO MOSSA Gioielliere
presenta
CANDY SHOP
Ispirata ai colori, alla passione e alle tradizioni del sud Italia
Questa allegra collezione rappresenta i dolci tipici del nostro affascinante territorio.
In esclusiva a Bari presso il punto vendita di Via Sparano 44.
CANDY SHOP DE LUXE (ORO 18K)
Dal binomio di pietre e diamanti nascono i dolci più raffinati.
CANDY SHOP BOUTIQUE (ORO 9K)
Cannolo, babba’, sospirone, sporcamuss… Assaporate il piacere dei dolci Lucy G. con smalti pregiati e diamanti!
CANDY SHOP URBAN STYLE (ARGENTO)
Fresco, allegro, sensuale o urban style? Argento e smalti sono il perfetto abbinamento per uno stile unico!

I gioielli Emi&Eve nascono dalla creatività di una giovane designer, Cassandra Postema, diplomata in “Fashion and Textile Design” al Central St. Martin College di Londra. Un viaggio in Cambogia le ha cambiato la vita e le ha donato la giusta ispirazione per avviare un progetto caratterizzato da eccellenza nel design, innovazione e responsabilità sociale.
Colpita profondamente da una terra ferita, da una popolazione che conserva il sorriso nonostante affronti ogni giorno difficoltà per noi inimmaginabili, Cassandra decide di trasformare l’orrore lasciato dalla guerra in pura bellezza attraverso una collezione di gioielli, ispirata alla natura e alle filosofie orientali.
Un progetto speciale che crede nel potere di una bellezza che sorge dalla cenere. Trasformando bombe e pallottole in gioielli, Emi&Eve contribuisce a far crescere l’economia e a far rivivere l’antica tradizione artigiana.
Gli artigiani che lavorano per Emi&Eve utilizzano il metallo recuperato dagli agenti della CMAC (Cambodia Mine Action Centre) e dai pescatori del luogo. Emi&Eve lavora con artigiani sopravvissuti alla guerra e aiuta a fornire loro un salario equo e dignitoso. In questo modo sostiene la comunità cambogiana.
Il materiale di base utilizzato in tutte le collezioni è l’ottone, derivato dal riciclo di residuati bellici estratti dal suolo cambogiano, placcati in oro per mantenere il colore inalterato nel tempo.
Alcuni elementi sono arricchiti da pietre preziose provenienti dalla Cambogia, naturali e non trattate, quindi, uniche e diverse tra di loro.
Costruendo una sinergia tra l’uso di materiali di scarto e dando lavoro a chi desidera ricostruire la propria vita, Emi&Eve crea un lusso con un valore unico.
Da sempre attenti all'etica e alla sostenibilità abbiamo amato subito l’idea di trasformare una cosa orribile come la guerra in una bellissima come i gioielli, tutto all'insegna del riciclo e del dare nuova linfa a un territorio e una popolazione martoriate. Ci sono solo valori aggiunti in un progetto così, siamo felici di farne parte.
Vieni a scoprire le collezioni Emi&Eve a Lecce in Piazza Sant’Oronzo 27.

La Gioielleria Mario Mossa è lieta di presentare le nuove collezioni MIMI, in esposizione dal 18 al 26 maggio a Lecce in Piazza Sant'Oronzo 27.
Cocktail di inaugurazione giovedì 17, ore 18.30. Con tattoo bar, live djset electro swing e selfie-set.
Indossa, gioca divertiti, be yourself!

La nuova collezione Diva’s Dream di Bulgari celebra la femminilità con un armonico insieme di forme e colori.
Ispirata alla bellezza di Roma, la collezione Diva’s Dream reimmagina i luoghi della sua città come gioielli abbaglianti. Quest’anno, nuovi pezzi sono stati aggiunti alla collezione iconica che onorano la femminilità con una ricca nuova gamma di colori.
Dalle gemme con forme insolite, alle intense aggiunte di colore, l’ultima interpretazione di Bulgari della collezione Diva’s Dream rappresenta la passione della maison italiana per le tonalità vivaci, i tagli audaci delle pietre preziose e il design sorprendente.
Come una Diva
All’epoca di Cinecittà e della Dolce Vita, tutti gli occhi erano puntati sulle donne della società vita romana che trasudavano un’aura quasi magica. Queste magnifiche e irraggiungibili muse, protagoniste di vite spensierate e invidiabili, hanno ispirato la collezione la collezione Diva’s Dream di Bulgari.
I nuovi masterpiece sono progettati per celebrare la filosofia secondo cui ogni donna ha dentro di se’ una diva sensuale, elegante e unica, in grado di brillare con charme.
La silhouette della bellezza
L’evocazione della capitale italiana è al centro di tutta la collezione e il motivo a ventaglio della collezione rispecchia i mosaici colorati delle Terme di Caracalla, quando, durante l’Impero Romano, andare alle terme era un passatempo alla moda dell’alta società.
Ispirandosi agli antichi rituali di bellezza, la collezione, deliziosa ed elettrizzante, è scolpita in modo meticoloso dai metalli più preziosi, dai diamanti scintillanti e dalle gemme colorate con un’attenzione maniacale ai dettagli, tipica di Bulgari.
Reimmaginare il classico
Per rendere più attuale la collezione Diva, Bulgari l’ha rinnovata con un nuovo design openwork combinando spazi vuoti e pietre preziose. L’iconica forma a ventaglio è stata reinterpretata con la preziosa acquamarina.
Le nuove aggiunte alla collezione includono ciondoli in oro bianco con bracciale e orecchini abbinati, tempestati di pavé di diamanti.
Dall'intensità del colore all'eleganza suprema, la collezione Diva’s Dream di Bulgari 2017 è ricca di gioielli facili da indossare che incarnano il coraggioso fascino romano e il classico fascino italiano.

La tanzanite è una pietra preziosa molto particolare, variante della zoisite, scoperta nel mese di gennaio del 1967 nel nord Tanzania ai piedi dei monti Merelani da un Masai. Il nome di questa gemma venne ideato da Harry Platt, il vice presidente di Tiffany che organizzò un’eccezionale campagna commerciale per promuovere la tanzanite in tutto il mondo. L’entusiasmo di questa celeberrima azienda di gioielli contagiò gran parte del mondo e la tanzanite divenne simbolo di eleganza e nobiltà, in quanto più rara del diamante stesso.
Questa pietra è molto apprezzata in gioielleria grazie ad una sua caratteristica che la rende sempre sorprendente agli occhi di chi la guarda: il pleocroismo infatti, fa si che la pietra cambi le sue tonalità di colore, variando dal blu al viola, in base a come la luce la colpisce.
Per via del suo forte legame con la cultura Masai oggi la gemma ha assunto un altro valore importante: viene donata alla nascita di un bambino poiché il blu intenso che la caratterizza è da sempre un colore sacro per le donne Masai, che ricevevano in dono una veste blu poco prima dell’arrivo di ogni nascituro.
L’arte dell’icona fa la sua comparsa in Russia con il cristianesimo, nel 988. Le prime icone sono portate da Bisanzio, città che all'epoca ebbe una forte influenza culturale e politica sul territorio russo, a Kiev. L’imperatore Jaroslavl Il Saggio fece venire artisti bizantini per formare i suoi sudditi sulle tecniche di pittura delle icone, dell’affresco e del mosaico. Nel giro di poco tempo andò creandosi una vera e propria scuola delle icone, che raggiunse il massimo splendore nel XV secolo.

Le icone illustrano delle vere e proprie narrazioni, mescolano personaggi reali e accadimenti contemporanei ad interventi divini. Iniziano a diffondersi le opere dedicate alle vite dei santi, che occupano posizione centrale di maggior rilievo, circondati da immagini più piccole che costituiscono una vera e propria biografia illustrata. I primi pittori sono monaci che a seguito di guerre e invasioni migrano con la popolazione nel territorio. I pezzi più complessi sono create da più di un artista, formando una sorta di laboratorio (artel), in cui però solo il maestro dipinge volti e mani. Le scuole russe si moltiplicano e prendono il nome dalle città in cui sorgono (Kiev, Mosca, Vladimir, etc), ognuna con un proprio stile, in base all'ambiente, alla ricchezza dei monasteri, dei disegni e dei colori, ma tutte secondo i canoni bizantini, riguardo alle tecniche di esecuzione, alla tipologia dei soggetti e delle composizioni.

Le prime icone ancora oggi ben conservate, sono di grande bellezza artistica, tra queste si cita in particolare la celebre “Vergine di Vladimir”, detta anche Theotokos di Vladimir, esposta nella foto affianco. Nel momento di massimo splendore dell’arte dell’icona (XV e XVI secolo), la scuola più prestigiosa era quella di Mosca: vi lavoravano tre artisti particolarmente dotati, Teofane il Greco, Andrej Rubliov e Dionisij. Nel XVII secolo, l’arte delle icone inizia a subire l’influenza del mondo occidentale: i pittori iniziano a firmare le icone e le scuole locali iniziano il loro declino.

Viene introdotta la tecnica del chiaroscuro, con volti che esprimono sentimenti; si inizia ad adottare la nozione di volume, con sfondi paesaggistici o architettonici. L’icona diventa un dipinto religioso e viene ricoperta con metalli preziosi, lasciando apparire solo il volto e le mani. Questo processo continua fino al 1917. Nonostante quest’ultima sia l’epoca della distruzione di massa delle icone, i restauratori le riportano alla loro bellezza originaria, liberandole da strati di pittura, smalti e rivestimenti, che vengono esposti a parte, come opere d’arte in se stesse. Oggi non vi sono più scuole d’icone, ma la tecnica è stata comunque trasmessa e si esprime con nuove realizzazioni artistiche.
Articolo a cura di Mario Mossa









































